21 gennaio 2007

Di tutti i crimini commessi contro Dio, contro il creato e contro l’umanità questo è fra i più vergognosi!

Le immagini che seguono sono estremamente dure, però riteniamo doveroso mostrarle, perché fatti così gravi non devono passare inosservati. Il mondo deve sapere, la gente deve essere informata di quanto accade in Cina, di come possa disumanamente divenire normalità il disprezzo per la vita.
Una bimba appena nata giace morta sotto il bordo del marciapiedi, nella totale indifferenza di coloro che passano.
La piccina è solo un'altra vittima della politica crudele del governo cinese che pone il limite massimo di un solo figlio nelle città (due nelle zone rurali), con aborto obbligatorio.
Nel corso della giornata, la gente passa ignorando il bebè. Automobili e biciclette passano schizzando fango sul cadaverino.
Di quelli che passano, solo pochi prestano attenzione.
La neonata fa parte delle oltre 1000 bambine abbandonate appena nate ogni anno, in conseguenza della politica del governo cinese.
L'unica persona che ha cercato di aiutare questa bambina ha dichiarato: "Credo che stesse già per morire, tuttavia era ancora calda e perdeva sangue dalle narici".
Questa signora ha chiamato l'Emergenza però non è arrivato nessuno.
"Il bebè stava vicino agli uffici fiscali del governo e molte persone passavano ma nessuno faceva nulla...
Ho scattato queste foto perché era una cosa terribile..."
"I poliziotti, quando sono arrivati,sembravano preoccuparsi più per le mie foto che non per la piccina..."
In Cina, molti ritengono che le bambine siano spazzatura.
Il governo della Cina, il paese più popoloso del mondo con 1,3 miliardi di persone, ha imposto la sua politica di restrizione della natalità nel 1979.
I metodi usati però causano orrore e sofferenza: i cittadini, per il terrore di essere scoperti dal governo, uccidono o abbandonano i propri neonati.
Ufficialmente, il governo condanna l'uso della forza e della crudeltà per controllare le nascite; però, nella pratica quotidiana, gli incaricati del controllo subiscono tali pressioni allo scopo di limitare la natalità, che formano dei veri e propri "squadroni dell'aborto".
Questi squadroni catturano le donne "illegalmente incinte" e le tengono in carcere finché non si rassegnano a sottoporsi all'aborto.
In caso contrario, i figli "nati illegalmente" non hanno diritto alle cure mediche, all'istruzione, né ad alcuna altra assistenza sociale.
Molti padri vendono i propri "figli illegali" ad altre coppie, per evitare il castigo del governo cinese.
Essendo di gran lunga preferito il figlio maschio, le bambine rappresentano le principali vittime della limitazione delle nascite.
Normalmente le ragazze continuano a vivere con la famiglia dopo del matrimonio e ciò le rende un vero e proprio peso.
Nelle regioni rurali si permette un secondo figlio, ma se anche il secondo è una femmina, la cosa rappresenta un disastro per la famiglia.


Secondo i dati delle statistiche ufficiali, il 97,5% degli aborti è rappresentato da feti femminili.
Il risultato è un forte squilibrio di proporzioni fra popolazione maschile e femminile.
Milioni di uomini non possono sposarsi, da ciò consegue il traffico di donne.
L'aborto selezionato per sesso sarebbe proibito dalla legge, però è prassi comune corrompere gli addetti per ottenere un'ecografia dalla quale conoscere il sesso del nascituro.
Le bambine che sopravvivono finiscono in precari orfanotrofi.
Il governo cinese insiste con la sua politica di limitare le nascite e ignora il problema della discriminazione contro le bambine.
Alla fine, un uomo raccolse il corpo della bambina, lo mise in una scatola e lo gettò nel bidone della spazzatura.

Ho trovato queste immagini su internet e, visto il mio articolo precedente, ho ritenuto giusto pubblicarle a conferma della crudeltà dei governanti cinesi.
spiti .

1 commento:

Anonimo ha detto...

E' un triste dato di fatto, ed è brutto da dire, però ormai non resta più molto spazio per l'uomo nel mondo. Perciò è comprensibile che nazioni come la Cina decidano di attuare il controllo demografico del proprio Paese, tuttavia i metodi con cui viene applicato ciò, non funzionando, portano allo sviluppo di situazioni barbare, ineque e disumane come quella riportata nel blog. Io credo che tutti i Paesi della terra dovrebbero riunirsi per affrontare inseme questo problema, e che dovrebbero studiare una vera soluzione in grado di risolvere umanamente il delicatissimo tema del controllo delle nascite.
Però, se vogliamo essere franchi, ce ne sono di cose da rivalutare e migliorare, ce ne sono di problemi gravi che meritano una soluzione funzionale e che invece, purtroppo, restano ignorati nel loro degradante avanzamento. Purtroppo alla gente che conta, e che potrebbe far qualcosa in merito, non fa niente per il bene collettivo (e mi riferisco non solo ai politici di tutto il mondo ma anche ai potenti proprietari di multinazionali e ai ricchi imprenditori in generale), sono loro, che tengono in mano il destino dell'intera umanità, sono loro, drogati dal denaro, che fomentano il fuoco che sta distruggendo il pianeta. Loro sono il cancro dell'intera umanità.